Caparezza – Un genio.
Scritto da Gloria in data 08.mar.2010, nella categoria Intrattenimento
« Egli fu Mikimix, cantante insignificante, dal cui autodisgusto nacque il se stesso odierno. »

Già dalla sua autodefinizione, si intuisce la sua genialità. Michele Salvemini, meglio conosciuto come CapaRezza, non è solo un presunto rapper: è stato un radicale cambiamento nella scena musicale italiana, non solo per il suo modo di affrontare un certo genere in modo piuttosto innovativo, ma perché ha acquistato la stima di una schiera varia di gente, che ascolta, quindi, generi diversissimi tra loro. Anche se apparentemente è solo uno strambo mattacchione, cosa per altro innegabile e per fortuna vera, tutti i suoi testi non sono mai banali, anche se potrebbero sembrarlo ad un primo ascolto. Gli argomenti di essi sono vari, si parla dei ragazzini e dei loro comportamenti, ma anche degli operai e dei precari; tema, peraltro, molto delicato e che sta a cuore allo stesso Michele, che è figlio di un operaio che nel tempo libero suonava in una band. Studiò per diventare ragioniere, anche se il suo sogno era quello di fare il fumettista. Dopo il diploma decise di darsi alla pubblicità e ottenne una borsa di studio per l’Accademia di Milano che, però, abbandonò presto per dedicarsi completamente alla musica. E per fortuna! Dopo primi esperimenti “musicali” sotto il nome di Mikimix, riuscì a trovare una propria identità tanto che, dopo qualche tempo, diventa ultra famoso grazie la canzone “Fuori dal tunnel” che lo consacra e che gli apre le porte ad un pubblico molto vasto, fin troppo. Caparezza è quasi amareggiato da tutto questo successo e ancora oggi, spesso, quando esce un suo nuovo video, prega che non diventi commerciale come “Fuori dal tunnel”! Ultimamente, però, canzoni come “Vieni a ballare in Puglia” sono suonate e cantante praticamente ovunque e tanta gente ne conosce il testo. Ma lo capiranno davvero? Ne dubito, come anche lo stesso Capa, credo.
Michele, però, non è solo un abile cantautore, ma anche un ragazzo impegnato nel sociale, ha partecipato al progetto “Rezophonic”, cantando la canzone “Nell’acqua”, uscita tra l’altro non da tantissimo. Un personaggio completo in pratica, dai piedi ai capelli che, a quanto dice, non taglierà mai perché quella capigliatura lo fa sentire vivo e lo distingue davvero da tutti. E’ unica! Come lui, d’altronde! : D
Siddharta – Hermann Hesse
Scritto da Gloria in data 05.mar.2010, nella categoria Intrattenimento
« Le parole non colgono il significato segreto, tutto appare un po’ diverso quando lo si esprime, un po’ falsato, un po’ sciocco, sì, e anche questo è bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d’accordo, che ciò che è tesoro e saggezza d’un uomo suoni sempre un po’ sciocco alle orecchie degli altri »
“Siddharta” di Hermann Hesse non è un libro adatto a tutti. Non è adatto a coloro che credono di aver fatto tutto nella vita e nemmeno a quelli che pensano di essere mentalmente completi. E’ un libro per novizi, per noi giovani penso sia adattissimo. Perché dona consapevolezza e apre lentamente la porta ad una vita nuova. Il libro narra la vita di Siddharta, un giovane indiano figlio di un Bramino, che, assetato di sapere, lascia i propri privilegi per convivere con i Samana e apprendere le loro conoscenze. Nei capitoli seguenti, il ragazzo e l’amico Govinda si recheranno dal grande Buddha, uomo sapientissimo che acquista sempre più seguaci. L’amico Govinda, estasiato, si unirà a lui, perciò, Siddharta è costretto a proseguire il suo viaggio da solo. In città conosce Kamala che gli insegna l’arte dell’amore e altre persone che lo trasformano in una persona qualunque, che si fa vincere dalle debolezze umane. Dopo un lungo periodo di peccati e comportamenti sbagliati, Siddharta, soffocato dai rimorsi, pensa al suicidio come purificazione. Qualcosa però lo salva: incontra l’amico Govinda che gli da una nuova ragione di vita. Egli va ad abitare insieme al vecchio barcaiolo del fiume dove pensò di togliersi la vita ed impara da lui l’arte dell’ascoltare. Il periodo di tranquillità, però, non dura tanto poiché, improvvisamente, vede la sua amata Kamala nei pressi del fiume mentre chiede un trasporto con un bambino: Siddharta. La donna chiamò il figlio in questo modo proprio in onore del padre. La vita di Kamala, però, non durerà molto a lungo; infatti, morsa da un serpente, muore, lasciando il figlio nelle mani di Siddharta. Il bambino, però, ha un animo viziato e ribelle tanto da abbandonare il padre e andarsene in città. I sensi di colpa in Siddharta sono tantissimi, quanto la disperazione e la mancanza del figlioletto, che lo trattava così male ma a cui si sentiva estremamente legato. Difficilmente troverà la pace fino a quando, un giorno, il vecchio barcaiolo riesce ad illuminare Siddharta, tramandandogli il compito di trasportare le persone da una parte all’altra del fiume ma, soprattutto, di ascoltare l’acqua. Egli diventa saggio e felice e capisce che la via per la saggezza non è la ricerca ma piuttosto il risultato; è essere consapevoli di essere arrivati, di aver trovato. Il libro si chiude con un incontro tra Siddharta e Govinda, commuovente e affascinante, un dialogo interessante in cui Siddharta, un Buddha, esprime la propria filosofia che l’amico giudica alquanto strana ma estremamente brillante e veritiera.
Quella filosofia che sta alla base del Buddhismo ma che è, soprattutto, alla base della vita di ognuno di noi e che apre le strade della conoscenza. E’ impossibile leggere questo libro e restarne indifferenti.
Il cappellaio matto
Scritto da Ambra in data 03.mar.2010, nella categoria Intrattenimento
E’ appena uscito sui grandi schermi “Alice in Wonderland” in 3D. Un ruolo rilevante e non meno accattivante è affidato a Johnny Depp, l’uomo più sexy e affascinante secondo “People”.
Il regista Tim Burton e l’attore hanno già lavorato insieme molte volte in precedenza, come in “Edward mani di forbice“, “La fabbrica di cioccolato” e “Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street“. Tra di loro infatti c’è una sorta di intesa: <<Io e Tim parliamo una lingua tutta nostra, nessuno ci capisce sul set>> afferma Johnny!
<<Per sopravvivere qui bisogna essere matti come un Cappellaio. E per fortuna io lo sono…>>

Lo stesso Johnny Depp ci spiega: <<Si diceva “matto come un cappellaio” perché chi faceva cappelli, lavorava col mercurio, e alla lunga, spesso, impazziva per le esalazioni>>.
Questo volto un po’ folle, caratterizzato da enormi occhioni verdi tendenti al giallino e contornato da una folta chioma arancione è allo stesso tempo divertente e inquietante. Anche l’abbigliamento stravagante, la postura del personaggio sono molto particolari, rimandano alla più grave forma di pazzia, ma contemporaneamente a un clown colorato.
I suoi continui sbalzi d’umore nel film rendono speciali molte scene, come quella della “Deliranza“, una danza molto particolare definita dall’attore <<una curiosa invenzione di Tim>>.
Anche gli altri personaggi sono costruiti in modo a dir poco brillante e originale, a partire da Alice fino alla Regina Rossa (interpretata da Helena Bonham Carter, moglie del regista), alla Regina Bianca (interpretata da Anne Hathaway, “new-entry” nei film di Tim Burton) e all’orrendo Ciciarampa (mostro della Regina di Cuori). Tim Burton è sicuramente un grande regista, che ha saputo sorprenderci più volte… E sicuramente continuerà a farlo!
Gli ignavi: ieri e oggi.
Scritto da Gloria in data 03.mar.2010, nella categoria Altro, Attualità
“Coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo”
Così Dante definisce gli Ignavi nel III canto dell’Inferno della sua celeberrima “Commedia”. Mostra ancora di più il disprezzo che prova per loro accusandoli di non avere mai vissuto poichè sono sempre rimasti in disparte, indifferenti a tutto e senza scegliere da che parte stare. Oggi non si guarda più alla descrizione di queste persone con il disdegno con cui gli uomini dell’epoca leggevano questi versi: siamo fin troppo abituati alla neutralità. Fin troppi fatti lo dimostrano, dai terribili delitti commessi dalla camorra all’odio sempre più diffuso verso gli immigrati. Tutto questo clima è causato dalla stessa viltade, citando Dante, che ha caratterizzato quella folla infinita di persone circondate da vespe e mosconi e con il viso rigato di sangue e lacrime. La viltà, la paura di nuocere a sé stessi o di risultare troppo coraggiosi e ambiziosi davanti agli altri. La paura di non essere in grado di fare determinate cose, temere tanto le conseguenze da annullare i pochi ideali astratti preesistenti. Al giorno d’oggi, in realtà, anche il semplice fatto di avere utopie e sogni è un modo di scegliere e di togliersi dall’indifferenza generale. Agire, però, sarebbe lo scopo di tutto, manifestare apertamente le proprie idee pur di essere accusati, come d’altronde accadde allo stesso Dante, esiliato perché accusato di baratteria. Quasi tutti i media hanno mille impedimenti e sono costretti a trasformarsi in ignavi, che alla fine, è un modo per sottomettersi al potere.
L’altro giorno, discutendo durante un Comitato scolastico anti discriminazioni, si è parlato dell’indifferenza, di questa zona “grigia”, in cui vivono e vivevano le persone che si sono rifiutate di agire. Ragionando, abbiamo tutti concordato con il dire che CHI NON SCEGLIE E NON FA SI METTE DALLA PARTE DEL POTERE , ma in modo ancora più vile perché non viene sbandierato davanti alla folla.
Ammettiamolo, quindi, la nostra è una società di ignavi, dove la gente si fa i fatti propri, dove si vota per colui che si presenta più forte e carismatico e dove i ricchi scelgono come Premier un uomo altrettanto agiato.
Mr. Bean: un genio incompreso
Scritto da Ambra in data 02.mar.2010, nella categoria Intrattenimento
Rowan Atkinson interpreta ormai da molti anni il ruolo di Mr. Bean, un personaggio sciocco, che si ritrova spesso e volentieri in situazioni imbarazzanti… Insomma, un vero e proprio scemo!
Guardando però più in profondità, aldilà di quella cultura, di quella ristretta capacità di ragionamento, potremmo trovare in lui un personaggio geniale, realmente comico e in grado di divertire grandi e piccini.
Le varie storie che lo vedono come protagonista sono sicuramente note a tutti. A me ha colpito maggiormente il primo film: “L’ultima catastrofe“. Fa particolarmente ridere vederlo alle imprese con un quadro da lui rovinato. Considerato scemo da tutti, riesce però a trovare una soluzione, bizzarra ma assolutamente geniale!
Anche “Mr. Bean holiday” a mio parere è un film molto divertente: è la storia di un bambino che perde di vista il padre ed è costretto nel frattempo a restare in compagnia del signor Bean. Da qui partirà una serie di (dis)avventure travolgenti!
Rowan Atkinson è secondo me molto bravo a interpretare questo ruolo stupido ma allo stesso tempo brillante e oltremodo simpatico.
La Regina della Notte
Scritto da Ambra in data 01.mar.2010, nella categoria Intrattenimento
Luciana Serra nasce il 4 novembre 1946 a Genova. Ha un successo internazionale come soprano con varie opere di grandissima importanza (Il barbiere di Siviglia, Don Pasquale, ecc..). La sua bellissima voce profonda e pulita, in grado di raggiungere anche le note più acute lasciando il pubblico a bocca aperta, è adatta particolarmente alle opere di Mozart e Rossini. La sua fama raggiunge i livelli più elevati negli anni ‘80, dove interpreta la Regina della Notte ne “Il flauto magico” di Wolfgang Amadeus Mozart in un noto teatro di Londra (e in seguito anche a Vienna).
Nonostante nella sua discografia si possano trovare molte opere come quelle legate al “Barbiere di Siviglia“, al “Rigoletto“, al “Don Pasquale“, ecc…, l’opera che preferisco è sinceramente “Il flauto magico“. Premettendo che il suo non sia il mio genere musicale preferito, riconosco in lei un grande talento; la sua voce è veramente “agghiacciante” e oltremodo adatta al ruolo da lei interpretato (Regina della Notte).
Qui sotto lascio un video di una sua interpretazione della Regina della Notte:
Riflessioni e raccolta di testimonianze. Per non ricordare solo il 27 gennaio.
Scritto da Gloria in data 28.feb.2010, nella categoria Altro
“Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio: è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento…”
E’ passato un po’ di tempo dalla Giornata della Memoria, ma non importa, il ricordo delle stragi naziste non deve svanire in quelle 24 ore per essere poi ripreso un anno dopo. Volevo aprire questa sottospecie di articolo con una bella frase d’effetto e il primo che mi è venuto da citare è stato Guccini con la sua “Auschwitz”, una canzone di una semplicità pazzesca ma con una carica emotiva molto forte. Però non è sufficiente per esprimere tutto ciò che è successo. Lo diceva anche Primo Levi, è impossibile dire a parole, che sono così soggettive e facilmente fraintendibili, quello che è successo lassù ad Auschwitz, in mezzo alla neve, al freddo, al perenne inverno. A stento poi riesco ad immaginarlo ma non perché i gesti fatti dai nazisti fossero disumani, al contrario. Erano troppo umani e le loro menti erano davvero geniali per progettare tutto quello che hanno fatto. E’ brutto dirlo, sembra che io gli stia attribuendo un merito, ma in realtà voglio criticarli pesantemente. Proprio perché loro erano uguali a noi. Avevano un cuore, una bocca, un’anima, un’ intelligenza anche abbastanza sviluppata. Per questo rabbrividisco pensandoci. E’ un esempio della cattiveria che risiede nell’anima di tutti gli uomini e di quello che anche noi potremmo fare.Ed è proprio grazie a questa malvagità, che risiede nell’uomo, che viene attivata una difesa, come se la razza umana rispecchiasse un singolo individuo. Scatta questo meccanismo immunitario e qualcosa, in mezzo alla massa di indifferenti che vedono i nazisti solo come mostri, si muove. Perché nel momento in cui si capì che davanti a loro non c’erano esseri immortali e potentissimi ma uomini, ci si iniziò a ribellare ai loro soprusi. E come le difese immunitarie che fermano un virus, i ribelli, fermarono il nazismo. Ci furono, sì, aiuti esterni, ma in realtà la libertà scattò spontaneamente dall’interno: perché è lì la vera forza. In noi c’è anche una storia, la storia della nostra famiglia… Chi non è mai stato ad ascoltare i racconti della nonna, o del bisnonno? Chi non è mai rimasto affascinato da testimonianze di vecchietti che ricordano la loro vita in quel periodo e il loro ruolo?
Che ne dite di raccogliere qua alcune testimonianze? Forse è un post troppo serio ma oggi sono in vena di ricordi e nostalgie (di eventi sconosciuti a me oltretutto)!
La “moda” sul palco
Scritto da Ambra in data 27.feb.2010, nella categoria Altro
La moda è qualcosa che la gente segue. Ad esempio se molti portano un determinato tipo di abbigliamento, questo diventa automaticamente moda. Gli stilisti progettano continuamente nuovi abiti e nuovi look, ma la moda che vediamo in tv, gli abiti che vediamo addosso alle modelle cosa significano veramente?
Le modelle sfilano spesso e volentieri sul palco sfoggiando abiti di ogni tipo: chiari, scuri, estivi, invernali, semplici, originali, lussuosi, sfarzosi…e chi più ne ha più ne metta. In casi frequenti si ammalano di anoressia o bulimia per raggiungere le taglie “perfette” e indossare gli abiti disegnati e progettati apposta per loro.
E’ proprio questo che mi lascia perplessa… Guardando delle sfilate di moda mi sono accorta che gli abiti che indossano sono per la maggior parte delle volte così stravaganti che nessuno li metterebbe se non fosse pagato fior di quattrini (come appunto le modelle). Quegli abiti sono progettati appositamente per loro e per loro soltanto, per essere indossati una sera ed essere ammirati per massimo una ventina di secondi dal pubblico. Dopodiché il vestito verrà buttato, nessuno si comprerà un vestito del genere e nessuno lo metterà per uscire.
Io non ho mai visto una ragazza andare in giro per strada vestita in questo modo. Sono d’accordo che ogni sfilata ha un suo tema, ha abiti ben studiati e lavorati ecc…, però perché chiamare questa “moda”? Perché definire “moda” qualcosa che appare soltanto in televisione, sugli schermi e non nella vita reale? Modelle che mirano a diventare magre come stuzzicadenti per rappresentare un mondo finto, qual è il vero significato?
Sono dell’idea che la moda sia qualcosa di più semplice e meno elaborato degli abiti che si possono ammirare addosso alle modelle, la moda dovrebbe essere l’abbigliamento che si vede tutti i giorni nelle persone più comuni, qualcosa che la gente sceglie di indossare, non abiti che si possono osservare 20 secondi su un corpo “scheletrico” per poi essere dimenticati nel giro di 5 giorni.
Il Web dinamico con PHP
Scritto da Elio in data 26.feb.2010, nella categoria Tutorials
Si sa, su internet si trova tutto, ci sono guide per tutto.. modellismo, fai da te, cucina, informatica… fino a finire a Programmazione. Secondo il mio punto di vista il futuro della programmazione si basa su tecnologie come PHP, ASP e altri linguaggi di programmazione web. La pirateria ha un ruolo di primaria importanza in tutto questo: le persone scaricano software illegalmente da internet, le software house sono costrette ad alzare il costo del prodotto e ad inserire parti di codice anti pirateria nel loro software, i cracker creano i crack, i crack annullano il blocco anti pirateria, le software house fanno fatica ad arrivare a fine mese.. nel futuro non avremo software sul pc, tutto sarà gestito da siti web che ci offriranno dei “software in streaming” se così possiamo chiamarli.. cioè noi avremo a disposizione solo l’interfaccia grafica del software (che in realtà è l’unica cosa di cui abbiamo bisogno) mentre la parte software sarà su un server che lavorerà i nostri dati relativi al software stesso, e per tornare al nostro argomento, queste applicazioni potrebbero funzionare anche con php.
Come già detto nel titolo oggi scriverò cosa c’e’ alla base di una pagina web dinamica. E’ una di quelle cose che non vengono spiegate sui siti web che trattano di programmazione php, o perché l’argomento è verso la fine e avete fretta di fare qualcosa di pratico, o perché le guide in php sono spesso incomplete.
Immaginiamo di voler creare un piccolo sito dinamico, che vari i contenuti in base al link. Nel web un parametro GET in un link sta a rappresentare un trasferimento di dati attraverso il link stesso, facciamo un esempio:
http://www.gerolamus.com/index.php?id=dato
La prima parte del link riguarda il nome del sito, index.php è il nome della pagina. L’inizio di un trasferimento di dati attraverso GET si inizia usando “?” posto subito dopo il nome della pagina (in caso di index.php si potrebbe scrivere direttamente www.gerolamus.com/?id=dato). Possiamo poi definire “id” un contenitore che conterrà la parola “dato”, ma adesso passiamo al PHP:
<?php
if(isset($_GET['id'])){
/*se ID è stato settato visualizza i dati relativi ad id, che possono essere prelevati da database */
}else{
/* id non è settato, richiama i dati home page */
}
?>
Commentiamo il codice, è ovviamente possibile implementare questo script php in varie parti della pagina. Non ho voluto inserire ulteriori righe riguardanti il prelievo dei dati in un ipotetico database, avrebbe reso il codice più difficile da comprendere. La funzione isset() serve a verificare l’esistenza di un dato, in questo caso che esista un dato nel contenitore id, invece $_GET['id'] richiama il contenuto di id, è sempre meglio rinchiuderlo in un if per evitare errori in una pagina nel caso l’id non fosse stato scritto nel link. Avvolte è necessario inviare più dati ad una pagina php, si può fare in questo modo:
http://www.gerolamus.com/index.php?id=dato&altro=qualcosa
In questo caso useremo $_GET['id'] per inviare ricevere nella pagina il contenuto di id, cioè la parola “dato”, e useremo $_GET['altro'] per ricevere nella pagina la parola “qualcosa”.
Lo script PHP può essere usato in più parti di una pagina (magari con l’utilizzo di HTML per creare una veste grafica, che è proprio uno dei motivi per il quale utilizzare questo metodo, cioè avere una una pagina che gestisca tutti i contenuti, possiamo definirla anche una sostituzione al frame HTML, per non parlare dei vantaggi dell’indicizzazione dei motori di ricerca che vedono una pagina compatta). E’ consigliato inserire ulteriori controlli di sicurezza nella parte php per evitare falle nella struttura che potrebbero permettere a gente cattiva e senza cuore di incasinarvi tutto. Per chiarimenti, insulti e critiche scrivete pure un commento


