Scozia – un sogno ad occhi aperti.

La Scozia: imponenti castelli, paesaggi mozzafiato e mostri inquietanti nei laghi. Questa è la “definizione” della Scozia per la maggioranza delle persone, l’idea che ci si fa di questo nobile verde  paese. E non è del tutto sbagliato. Ci sono tanti di quei castelli e fortezze che nemmeno il miglior scozzese del mondo riesce a ricordare tutti quanti i nomi. All’esterno sono piuttosto semplici, di pietra, con enormi giardini perfettamente curati.

L’unico che si distingue è il Blair Castle che ha uno stile molto particolare ed è così bianco e lucente da sembrare una perla immersa nel verde. L’interno di questi palazzi e castelli è un vero e proprio museo di ricchezze, ori, decorazioni in avorio e orribili resti o teste di animali morti. Quest’ultime due sono forse le uniche pecche di quelle meravigliose fortezze (foto di Carlo e Camilla a parte). Riguardo i paesaggi mozzafiato niente da dire. Ci si ritrova impietriti alla vista di quelle immense distese di erba e si ha una gran voglia di urlare, per capire se davvero esisti, se ci sei … perché ci si sente nulli in quell’immensità. Per non parlare delle Highlands: brughiere di erica, fiumi, laghi e infinite collinette verdi. Con una nebbia, una foschia affascinante in lontananza che, man mano che ti avvicini mostra colori brillanti e paesaggi incontaminati.

I mostri non si sono presentati e Loch Ness si è rivelato abbastanza tranquillo. Appena entrati in questa zona, in uno stagno fatto apposta per lui, si trova una fedelissima (?!) riproduzione di Nessy mentre ringhia contro le mucche (che erano vere, nella collina sovrastante). Fa piuttosto sorridere notare come la gente sia interessata a fare foto a questo essere di plastica e entrare nel centro di esposizione con grande frenesia. Alla fine della “mostra” si apre un enorme negozio con tantissime cianfrusaglie di ogni tipo dedicate al dolce e timido (dato che non si fa mai vedere!) Nessy. La parte più bella, però, dell’escursione a Loch Ness è il giro in barca sul Lago. Un gentilissimo signore dalla folta barba bianca aiuta con uno charm tutto scozzese tutte noi donnine a salire e parla tutto il viaggio di quella meraviglia che è il Lago. Immenso, quasi infinito, pare. L’acqua scura lo diventa ancora di più quando comincia a presentarsi la pioggia. Una pioggia fitta e pungente, che rende l’acqua mossa e la barca traballante e instabile. Ma come si può chiudersi nella stiva in un momento così? Allora in due, le uniche sopravvissute pronte al suicidio, rimaniamo fuori, a contemplare uno dei paesaggi più belli che i miei occhi abbiano visto, colline, acqua, colline, acqua e castelli. Un insieme di cose che ti riempie il cuore e ti fa venire una voglia assurda di buttarti in acqua per la felicità, così magari il tuo corpo potrà rimanere lì, in quel luogo per sempre. Mangiato da Nessy? Che importa? Poi, però, anche sul Lago risplende il sole. E in quel momento tutto è più verde, luminoso e colorato. La foschia in lontananza, però, non se ne va, è una presenza fissa, incombente, inquietante ma nello stesso tempo rassicurante. Rassicurante perché eterna, come il lago, come il castello, come il dolce vecchietto dalla barba bianca e i modi gentili. Tutto si ferma in quei luoghi. Tutto è fuori dal tempo.

Poi si ritorna sempre nel Campus di Dundee. Là ricominciano le cose terrene e vane, ma altrettanto belle. Discoteca, chiacchiere infinite con le amiche. E poi quando si è sul letto, ci si addormenta con quella leggerezza atipica. Quando ti risvegli tutto è finito. E capisci, però, che quel sogno di due settimane è stato meraviglioso, che ancora lo vivrai e che in quelle terre da Alice nel paese delle meraviglie ritornerai. Perché sono infinite, seppur così lontane.

Diaspora – social network decentralizzato

Diaspora è software di social networking in fase di sviluppo. E’ in stato pre-alpha, questo significa che c’e’ ancora molto lavoro da fare prima che sia completo, inoltre è OpenSource e sotto licenza GNU AGPL, licenza simile alla GNU GPL con la differenza che questa richiede a chi modifichi il codice di un determinato software di divulgarlo in rete in modo che tutti possano beneficiarne.

Logo di Diaspora

Logo di Diaspora

L’idea nasce da Maxwell Salzberg, Ilya Zhitromirskiy, Raphael Sofaer e Daniel Grippi ormai stanchi del modo in cui Facebook tratta i dati personali dei suoi utenti. Il progetto inizia su Kickstarter.com , i quattro giovani riescono a ricevere oltre 200000$ in donazioni per dare vita al progetto, che è tuttora in fase di sviluppo.

Mentre Facebook è un social network centralizzato, cioè tutti i dati sono in una server farm negli stati uniti, Diaspora propone un social network decentralizzato, in cui ognuno è padrone dei propri dati poiché i dati stessi sono all’interno del computer privato dell’utente. Non sarà quindi un sito web ad offrirci il servizio, ma ci verrà offerto da un software installato sul nostro pc.

L’aspetto di Diaspora (almeno per quanto riguarda la fase pre-alpha) e’ molto simile a Facebook. E’ inutile ricreare qualcosa che gia’ funziona in modo perfetto, quindi molto probabilmente la struttura di profili, home, funzionamento dei post, commenti, immagini e il resto, sara’ molto simile a quella del loro antagonista.

Esempio di un profilo in Diaspora

Esempio di un profilo in Diaspora

Non un “semplice” social network decentralizzato, qualcosa in più! Offrirà serivizi di chiamata Voip, chat istantanea, API per la compatibilità con applicazioni esterne e altro ancora. Magari potremmo avere finalmente qualcosa come Skype, Windows Live Messenger e Facebook in una sola applicazione, il tutto usando OpenID per effettuare il login.

Wow, sono il possessore esclusivo dei miei dati, non c’è un server che li possiede o ne fa uso, sono un uomo libero! Cacchio sono troppo libero, nessun server che ospita i miei dati, come fanno i miei amici a trovarmi? Questo ancora non lo sappiamo, l’idea di usare OpenID come autenticazione può funzionare, ma il resto? E se poi magari uso 3 pc diversi? se i miei dati sono decentralizzati come faccio ad avere la stessa copia su ogni macchina che utilizzo? Magari lo Staff di Diaspora mi ha preceduto e ha pensato di strutturare l’applicazione in modo che legga i nostri dati personali su supporti rimovibili quali chiavette usb, hard disk portatili e simili! Ma io sono una persona difficile, ho paura che la mia chiavetta si perda, si bruci, o mi si formatti al seguito di un attacco informatico. La soluzione migliore è fare un back-up, ma qui siamo di nuovo al punto di partenza! Sono davvero disperato! Mi sentirei sollevato se potessi leggere il codice sorgente, ma purtroppo non è stato ancora rilasciato, forse vogliono scrivere una versione stabile prima di pubblicarlo, non ci resta che attendere!

Nulla è per sempre, neanche la morte…

Decidere di vivere eternamente scendendo perfino a compromessi con il diavolo implica una vita dannata. Il millenario dottor Parnassus, dopo numerose scommesse con uno spietato demonio in bombetta e abiti scuri di nome Mr. Nick (interpretato da Tom Waits), cade in un terribile amore per l’alcool e in un incessante desiderio di morire.

Scena di un dialogo tra Parnassus e il diavolo

Parnassus (Christopher Plummer), sua figlia Valentina (interpretata dalla top model Lily Cole), il giovane Anton (Andrew Garfield) e uno strambo nano di nome Percy (Verne Troyer) affrontano la furbizia del “signor” Nick attraverso spettacoli che, però, dopo tanti secoli non attirano più il pubblico; il numero consiste nel far entrare le persone in uno specchio magico e di far compiere loro una scelta: diavolo o Parnassus? Scelta facile o scelta difficile?
E’ grazie a George “l’appeso” (meglio noto come Tony), un misterioso tipo salvato dall’impiccagione dai protagonisti della vicenda, se lo spettacolo potrà ottenere un nuovo pubblico e numeroso denaro.

Scena di uno spettacolo di Parnassus

Parnassus – l’uomo che voleva ingannare il diavolo” è un film fantastico e avvincente, ricco di colpi di scena, in grado di mettere in primo piano la potenza dell’immaginazione umana e di far comprendere quanto sia vantaggioso in alcuni casi non abbandonarsi alle tentazioni del demonio.
Questo film, diretto da Terry Gilliam, vede l’ultima partecipazione di Heath Ledger, deceduto a soli 28 anni nel gennaio del 2008, nei panni di George/Tony. Questo, nell’immaginario mondo oltre lo specchio cambierà sempre volto, lasciando spazio agli affascinanti Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrel.

Percy aiuta Parnassus a leggere la mente di Tony

Pet Society

Non puoi avere un cane o un gatto in casa perchè i tuoi non vogliano animali?
Sei stanco del classico tamagotchi?
è ora di giocare a pet society! :-)


Dopo aver creato il tuo pet puoi avventurarti nel mondo di pet society.
Non potrai mai annoiarti, è ricco di giochi e mini-giochi che faranno scatenare te e il tuo pet.
Potrai correre, sfidare gli amici, andare al bar, e persino diventare un pet-archeologo e scavare, per cercare nuovi oggetti. Puoi persino far volare il tuo pet, o addirittura compare parrucche e cambiarle colore, potrai allestire una tua casa a tuo picimento, organizzare delle feste ed invitare i tuoi pet amici..
Puoi Adottare inoltre “petlings” dei piccoli animali da accudire e far crescere insieme al tuo pet ;-)
Allora? Sei Ancora Qui?
Play Pet Society: http://bit.ly/aPHusS

La fuga dei giocattoli

A chi non è mai capitato di affezionarsi così tanto a un giocattolo da non volersene mai separare? E’ proprio quello che è successo a Andy, ormai diciassettenne, quando ha deciso di mettere il suo cowboy Woody tra le cose da portare al college. Gli altri giocattoli, che si era rifiutato di gettare via ma che aveva deciso di spostare in soffitta, però, a causa di un malinteso, si sono ritrovati al bordo del marciapiede in un sacco della spazzatura.

Questo è il principio di una terza avventura , ideata dalla Disney in ben tre dimensioni, del tutto nuova per i protagonisti di Toy Story! Si tratta di “Toy Story 3 – La grande fuga“! Buzz, Jessie, Bullseye, Mrs. e Mr. Potato con i loro piccoli alieni, il maialino salvadanaio, il buffo dinosauro, il fedele e molleggiante Slinky e una Barbie “scartata” dalla sorellina di Andy si ritroveranno per la prima volta a Sunnydale, un asilo apparentemente ospitale.
Il loro sogno di avere sempre dei bambini con cui giocare si sarebbe avverato se non si fosse intromesso Lotso, un orsetto rosa ormai anziano e profumato di fragola, che non era mai riuscito ad accettare l’abbandono da parte della sua padroncina.

I nostri amati giocattoli ne passeranno di cotte e di crude e, una volta scoperto che Andy non aveva mai avuto intenzione di buttarli nella spazzatura, proveranno a fuggire, con l’aiuto del buon vecchio Woody e di tanti nuovi amici.
Ci troviamo forse di fronte alla più entusiasmante avventura in cui i nostri piccoli eroi si siano catapultati. Nel corso del film si può comprendere senz’altro la grande amicizia che lega i protagonisti della vicenda, i quali si considerano una vera e propria famiglia e non smettono mai di essere uniti e di “giocare” in squadra.

Crimine?Ma smettiamola!

Un paio di giorni fa,ho visto una ragazza dire addio al pargoletto che portava in grembo,è stata una sua scelta,ma molto sofferta.Ci sono state persone che l’hanno giudicata,lasciata sola e per cosa mi chiedo?Per non aver fatto nascere una creatura che avrebbe solo sofferto?

Non se ne può più,la gente ti critica senza sapere o conoscere le situazioni in cui si vive,le persone amano parlare dei fatti altrui e quasi sempre in male,per riempire le loro Vuote e noiose giornate.Ne ho alquanto le pa**e piene di vedere ragazze soffrire,sentirsi morire per delle parole inutili,uscite da bocche che tirano fuori solo m**da.

Ritengo che l’aborto sia cosa giusta,in tante situazioni,prendiamo in esempio una ragazza come me,18 anni appena compiuti e tanta voglia di conoscere ancora il mondo,di fare esperienze,di realizzarsi professionalmente,non riuscirebbe a reggere una situazione come la “Maternità”,sarebbe come un far crollare tutte le aspettative di un futuro che si sognava.Non avendo una relazione stabile,e forse anche un fidanzato che non vuole un bambino,come si farebbe ad andare avanti con le proprie forze?senza lavoro?ancora con gli studi in corso?E allora si che in quel momento si prende una decisione,la decisione di non mettere al mondo il bambino,di continuare per la tua strada,forse sentendosi anche morire dentro,ma continuare,per poter dire un giorno: -Ho realizzato tutti i miei sogni,ho una vita tranquilla e posso finalmente far condurre un cammino felice anche al mio amore,al mio tenero frutto.

Molta gente penserà che sia un ragionamento egoista,penserà che togliere la vita ad un altro essere non debba essere facile come averlo concepito,ma ci sono situazione e sono cose che possono capitare,sono scelte dure e a volte da prendere  quindi smettiamola di giudicarci l’uno con l’altro,arriverà quel giorno in cui ci renderemo tutti conto che se SPUTIAMO IN ARIA,LA SALIVA CI TORNA SUL VISO…

E’ morta una persona comune! E allora?

Dal 29 giugno 2010 non si fa altro che mettere in primo piano in televisione la morte di Pietro Taricone, il “guerriero” della prima edizione del Grande Fratello. La stessa cosa era successa l’anno scorso con l’improvvisa morte di Michael Jackson, il noto re del pop.

I funerali maestosi in diretta TV, i milioni di fan piangenti, gli infiniti spazi dedicati alla tragica notizia… tutte cose di questo tipo sono molto frequenti dopo la morte di personaggi famosi.
La cosa che più mi risulta incredibile in queste circostanze è l’ipocrisia della gente, la capacità di trasformare un personaggio spesso disprezzato e quasi dimenticato in una vera e propria divinità da adorare fino alla follia soltanto dopo la sua morte. Sicuramente questo è successo e succederà con altri VIP che hanno lasciato e lasceranno questa vita.

Facciamo quindi un piccolo salto indietro nel tempo:
Domanda: “Chi è Michael Jackson?”
Risposta: “Un pedofilo, un pazzo, uno psicopatico”

Oppure:
Domanda: “Chi è Pietro Taricone?”
Risposta: “Uno scemo che ha fatto il Grande Fratello e qualche film”

C’è purtroppo anche un’altra cosa da dire riguardante questo tema, una cosa non tanto incredibile quanto irritante e, secondo me, anche molto triste. Il ciclo della vita è, come tutti sappiamo, uguale per tutti, famosi e non; si inizia con la nascita e si termina con la morte.
Analizziamo però la situazione: per quanto tempo si è parlato della morte di Michael Jackson? Giorni, settimane, mesi, tutt’ora che è passato un anno se ne continua a parlare moltissimo; per quanto tempo ci si è soffermati sulla prematura morte di Pietro Taricone? Giorni, (non posso sapere quanto se ne parlerà ancora, ma penso che sia per molto tempo ancora)… Quanto si parla invece di un bambino che viene assassinato? Quanto di un uomo che lotta contro le peggiori malattie esistenti sulla faccia della Terra? Quanto su un operaio che muore sul posto di lavoro? E quanto su milioni di persone che nel terzo mondo muoiono di fame mentre i VIP per cui tutti si preoccupano navigano nell’oro?
In questi ultimi casi ci si deve accontentare, se si è fortunati, di un titolo letto in un telegiornale tra le ultime notizie (poco prima di “che caldo, c’è gente sulle spiagge” e di “viva i calciatori e le modelle”) e di un breve articolo in qualche quotidiano locale; ma cos’hanno un Pietro Taricone e un Michael Jackson che la gente comune non ha? Popolarità? Denaro?

Detto ciò, pace all’anima di Taricone e MJ, concludo il mio articolo ricordando a tutti (spero più gente possibile) che lo stesso giorno che sono morti dei personaggi famosi, sono morte anche tante persone “normali”, che muoiono tutti i giorni, ma spesso e volentieri non vengono neanche menzionate in televisione, in radio, su internet o su un misero quotidiano.

La chimera – Sebastiano Vassalli

 

 

C'era forse un senso, una ragione in tutto questo? E se non c'era, perché accadeva? Ecco, pensava: io sto qui, e non si perché sto qui; loro gridano, e non sanno perché gridano. Le sembrava di capire, finalmente!, qualcosa della vita: un'energia insensata, una mostruosa malattia che scuote il mondo e la sostanza stessa di cui sono fatte le cose, come il mal caduco scuoteva il povero Biagio quando lo coglieva per strada. Anche la tanto celebrata intelligenza dell'uomo non era altro che un vedere e non vedere, un raccontarsi vane storie più fragili d'un sogno: la giustizia, la legge, Dio, l'inferno…

 

 

 

Antonia viene abbandonata quando è una bambina piccolissima, brutta e nera, un mostriciattolo. Viene allevata nel convento di S. Michele a Novara e a dieci anni viene adottata dalla famiglia Nidasio.

Due coniugi senza figli, che la ameranno ed educheranno come se fosse una loro bambina.

Antonia cresce a Zardino e si trasforma nella ragazza più bella del paese, con quel qualcosa di speciale che piano piano farà cadere su di lei sospetti inquietanti.

Dopo che viene un pittore, affascinato dal suo neo, dipinge una Madonna con le sue sembianze, i sospetti si fanno certezze e la ragazza è cacciata dalla chiesa del paese e aumentano le accuse di eresia e stregoneria nei suoi confronti.

All’inizio solo maldicenze di comari che, poi, diventano la sua condanna a morte.

Il cappellano del paese la denuncia al Sant’Uffizio e inizia un lunghissimo processo nei suoi confronti.

Viene condannata alla pena capitale, ma prima torturata e imprigionata in celle in condizioni disumane.

Accusata di fare sabba con il Diavolo e di accoppiarsi con lui, viene bruciata viva a Zardino, nel luogo dove praticava questi presunti riti.

“La chimera” non è solo un romanzo storico, ben individuato nel tempo e nello spazio, con riferimenti  temporali molto precisi.

E’ il racconto di una vita che si incrocia con l’esistenza di tutti, da Biagio lo scemo al cappellano, dai risaroli a Bernardo; la descrizione della vita nel 600, della visione del mondo e della corruzione generale.

Un libro in cui si riflette sulla vanità della vita ma anche su Dio stesso, su una chiesa superstiziosa e ignorante, su cittadini “bravi” ma immersi in un clima estremamente superstizioso. 

Un libro bellissimo e avvincente, da gustarsi senza interruzioni.

 

Angeli di Desolazione – Jack Kerouac

  “Tutto andrà per il meglio, la desolazione è desolazione dappertutto e la desolazione è tutto ciò che abbiamo e la desolazione non è poi così male.”

 

Non è un libro che consiglio. Non perché non sia bello, anzi, è meraviglioso, profondo, divertente e scritto divinamente. Lo sconsiglio perché fa male.  Non per la poca facilità di lettura ma, perché mette il dito nella piaga sempre e comunque.

Qualunque sia l’argomento, la riflessione, coinvolge i nostri sensi di colpa, fa pensare, rende consapevoli ma nello stesso tempo disarma e ferisce.

Pensieri profondi a parte, che è difficile riassumere se non con la parola “Nulla” o “Vuoto”, è il libro che getta i “principi cardine” della Beat Generation ed è quasi l’ autobiografia di Kerouac.

Il romanzo inizia con Jack stesso sul Picco della Desolazione, Desolation Peak, su cui fa l’avvistatore d’incendi.

In questo luogo solitario, Kerouac descrive questo suo “soggiorno” , delle giornate passate tra le montagne di fronte al Monte Ozomeen e riflette su tutto quello che lo circonda, sul Vuoto e sul proprio IO (se poi esiste!).

Le altre parti del romanzo descrivono i vari viaggi per l’America, fino all’arrivo e al soggiorno in Messico. Raccontano degli incontri con gli amici di sempre, con graziose donne, con cui avrà quasi sempre flirt temporanei. Tutto questo suo spostarsi perenne, è collegato, evidenziato ed unito, in una cornice quasi decameroniana, da una grande consapevolezza ma nello stesso tempo insicurezza, spirituale e teologica: riflessioni che vanno dal Buddhismo al Cristianesimo fino a raggiungere sprazzi di ateismo.

Pensieri e parole poetiche e penetranti sono usati per esprimere tutto questo, ed esse, a volte, risultano quasi aggressive o ironiche.

D’altronde, questa sua perenne insicurezza, il suo modo di scrivere vario e la prosa spontanea, vengono rispecchiati nel suo carattere tormentato ma estremamente umano e adorabile.

Basta pensare alla sua durezza che traspare talvolta, la quale, si contrappone alle dolcissime parole rivolte alla madre, così differente da lui, ma estremamente amata ed elogiata.

 

Alcuni critici attribuiscono al linguaggio petrarchesco un certo monolinguismo che, personalmente, lo rende piuttosto prevedibile.

Al grande Dante, però, si attribuisce un plurilinguismo, perché ha la capacità, immensa, di usare toni drammatici, filosofici, epici e poetici.

Questa “qualità” riconosciuta a Dante, è riscontrabile anche in tutte le opere di Kerouac.

Due personaggi estremamente diversi e lontani nel tempo. Ma come non notare le somiglianze? Quel passare quasi impercettibile da un tono spigliato a divertente ad uno poetico o drammatico.

 

Caratteristiche notevoli e in particolare, rilevabili in “Angeli di Desolazione” che è troppo complicato da poter essere letto.   

Il JavaScript di Chrome

Il Javascript è un linguaggio di scripting che permette di aggiungere funzioni speciali ad una pagina html statica. Google con il suo browser Chrome, ha dimostrato che il Javascript spesso può essere uno strumento molto potente, in molti casi anche un'alternativa al famoso Adobe Flash. Il sito chromeexperiments.com si propone infatti come una raccolta di script fatti appunto in Javascript capaci di fare operazioni molto potenti, rendering 3D, giochi, effetti grafici, editor di disegno, e tante altre cose molto carine. Questi esperimenti sono sviluppati appositamente per Chrome, quindi se ne consiglia l'utilizzo.

Un esempio molto bello è sicuramente Ball Pool, ecco il video di rappresentazione:


Non è l'esempio più utile ma se visitate il sito potete trovare oltre 80 script di vario genere da provare.
Buon divertimento!

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